Tulipano: fiore d'Oriente in Occidente

Il tulipano nell’immaginario collettivo dei nostri giorni è associato quasi sempre all’Olanda, dove tra l’altro viene molto coltivato e dove ha trovato le condizioni ideali per il suo sviluppo e la diffusione in tutta Europa fin dal XVI sec. L’origine del tulipano risalirebbe però alle corti dei sultani del Levante e, ancora prima, dalle specie selvatiche che coloravano alcune aree interne dell’Afganistan, della  Persia e della Turchia.


Ancora oggi è molto apprezzato nella tradizione di questi paesi e soprattutto in Turchia, dove da sette anni, viene organizzato il Festival dei Tulipani nel caratteristico parco Emirgan, appena fuori dalla ormai caotica Istanbul, la quale non si fa certo mancare altrettante fioriture all’interno dei parchi cittadini riscoperti e nuovamente tornati ornamento della Città.

Il tulipano, genere Tulipa, famiglia delle Liliacee, è un bulbo a fioritura primaverile proveniente da un capostipite principale selvatico: il Tulipano di Gesner che, come precedentemente detto sembra aver avuto origine dalla zona mediorientale come del resto anche la sua prima diffusione avvenuta sicuramente con il prelievo di questi fiori selvatici e il loro inserimento all’interno dei giardini del sultano e delle famiglie più ricche.

 

Pare che il tulipano venga citato anche nella 60° novella delle Mille e una notte. Il suo nome sembrerebbe provenire dalla parola  turca tullband, che significa copricapo: effettivamente, nelle forme e nel colore, ricorda un turbante. Sembra strano che Dioscoride, Plinio e altri studiosi dell’antichità non abbiano mai descritto un fiore così interessante e bello. Il tulipano si diffonde e inizia a far parlar di sè in Europa solo dal XVI sec. per diventare un emblema del giardino fiammingo e non solo. Tra il XVII e il XVIII sec. oltretutto  arriverà ad essere così richiesto e apprezzato dalle corti europee che, nel Febbraio del 1637, sarà protagonista della prima bolla speculativa documentata dalla storia dell’economia capitalistica.


La prima introduzione, non ancora chiara se di semi o bulbi da Costantinopoli, sembra essere avvenuta nel 1530 in Portogallo; nel 1577 fu descritta da Linneo la Tulipa Gesneriana 1. Successivamente i bulbi introdotti in Olanda (dei quali si parla fin dal 1561) riscuotono molto successo fra il pubblico e gli amanti delle specie da fiore. Il primo a dare molta diffusione a questa coltura fu Carolus Clusius, il quale riuscì a creare talmente tanto successo intorno a questi fiori che furono messe in disparte tutte le altre colture.


La massiccia diffusione infatti avvenne proprio dall’Olanda, che ancora oggi è una grande produttrice di tulipani, a partire da Harlem. In questa città era molto sviluppata l’arte della tessitura e molti dei proprietari degli stabilimenti che commerciavano con l’oriente possedevano un piccolo giardino, dove iniziarono a coltivare alcuni bulbi. Questi accrebbero l’interesse di molti appassionati fino a diventare una vera e propria produzione soprattutto quando a Parigi si diffuse la moda tra le dame dell’utilizzo di questo fiore: non vi erano nei dintorni zone dove si potevano trovare e coltivare per cui ci si affidò alla produzione olandese.

In Italia si diffusero come nel resto d’Europa fino a quando questa "moda" si arrestò. In quel momento molti giardinieri si disfecero di vasi e dei bulbi delle aiuole nei campi limitrofi alle ville, inserendo il tulipano nel contesto ambientale tanto da farlo diventare selvatico.

 

Molti studiosi durante il XIX sec. si prodigarono nel capire la loro provenienza, come si può evincere dagli scritti de "La questione dei tulipani di Firenze" (T.Caruel, Bullettino della Regia Società Toscana di Orticultura, anno IV 1879, p.207.): in qual tempo ciò avvenisse non si può precisare per nessuna specie, ma per la più parte giova credere sia stato in quel tempo a noi più vicino, quando per l’irrompente stuolo delle piante di nuova introduzione venne a scemare grandemente la popolarità dei vecchi ornamenti dei Giardini, le Brettagne, i Narcisi, gli Anemoni e particolarmente i Tulipani, e tutti questi dovettero cedere il posto a’nuovi venuti.”

 

Tornando all’origine, molte erano e sono le tradizioni che rivivono ancora oggi attorno a questo splendido fiore.


In primavera, nei territori dell’antica Persia, in Afganistan e in particolare in Turchia si festeggia l’arrivo della bella stagione con la festa del tulipano da sempre molto sentita. All’interno degli harem venivano fatte bellissime decorazioni con i fiori di tulipani e si facevano giorni e giorni di danze dove spesso ci si congratulava come per un matrimonio: solo per la felicità di rivedere la primavera. Nella vecchia Costantinopoli i cittadini raccoglievano molti tulipani in bei mazzi che portavano dai campi con le barche tipiche kaiks solcando il Bosforo da Buyuk-Dérè al Corno d’oro.


Molte sono le decorazioni che si rifanno al tulipano anche nella città di Istanbul: dalle tessiture degli antichi tappeti, alle ceramiche presenti all’interno dell’harem di palazzo Topkapi e nelle varie moschee. Anche le piccole inferriate a protezione delle aiuole nella storica e splendida piazza Sultanahmet hanno un simbolo al loro apice che richiama la forma del tulipano e che ha al suo interno dei minareti stilizzati.

Oggi Istanbul è una città moderna con una ritrovata attenzione al verde pubblico e, in particolare, al suo simbolo floreale. Il tulipano colora la città dalla fine di Marzo per tutto Aprile e anima molte iniziative che richiamano appassionati e non in un’atmosfera suggestiva dove è iniziato il viaggio di questo bellissimo fiore che per anni, senza che nessuno se ne accorgesse, ha accomunato lo splendore delle regge di Europa e del Medio oriente.

(© Elia Renzi)

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