Il Giardino dell'Iris di Firenze

Una delle gioie ricorrenti che scandiscono la primavera fiorentina è costituita dall’apertura temporanea del Giardino dell’Iris. Per poco più di un mese, da aprile a maggio, i visitatori potranno scoprire in una cornice d’eccezione affacciata sulla città una serie infinita di sorprese inaspettate.

 

In questo luogo situato al di sotto di Piazzale Michelangelo la campagna fiorentina si lega al paesaggio circostante: antichi ulivi convivono con rose, aquilegie, arbusti e fiori di campo spontanei, offrendo una visione d’insieme unica nel suo genere. L’intervento dell’uomo si fa quasi impercettibile, ma d’altronde si sa, “al giardino si propone, e poi è lui che sceglie cosa mantenere”.

 

Protagoniste indiscusse sono ovviamente le Iris che, inviate da ogni parte del mondo, hanno reso uno spazio, utilizzato in passato come deposito per il compostaggio urbano, un’importantissima enciclopedia vivente. Il giardino è per certi versi considerabile una via di mezzo tra un’ambasciata diplomatica e una banca genetica poichè, alcuni anni fa, grazie all’interessamento dell’ARSIA  (Azienda Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione Agricolo-forestale), vi furono impiantate specie e varietà a rischio estinzione.

 

Questa visione scientifico-didattica non è frutto di un’invenzione recente. Il Giardino nacque infatti nel 1954 con l’obiettivo di istituire un Concorso Internazionale che contribuisse alla diffusione e alla conoscenza di un fiore complesso che in quegli anni stava destando l’interesse e la curiosità di tutto il mondo. Firenze non fu scelta a caso: la Città del Giglio costituiva uno scenario ideale in cui la tradizione botanica si fondeva naturalmente con il carattere di città cosmopolita per antonomasia. Assessore alle Belle Arti e ai Giardini era allora Piero Bargellini che, intuita l’importanza dell’iniziativa, si attivò subito per trovare al Concorso una sede in cui potersi ripetere negli anni.

 

Il progetto dei lavori fu affidato all’Architetto Zetti. Il giardino fu inaugurato nella primavera del  1957 quando Iris in gara ed esemplari donati da istituzioni o ibridatori erano al meglio delle loro prestazioni. Ancora oggi si possono ammirare alcune delle prime collezioni inserite tra cui quella delle antiche varietà di Iris offerte dal Presby Memorial Garden di Montclair (New Jersey) o quella delle Iris acquatiche giapponesi.

 

Pochi giorni fa, con un successo tutto italiano, si è chiusa la 57’ Edizione del Concorso. Ad aggiudicarsi l’ambitissimo primo premio tra circa una trentina di ibridatori è stato infatti il piemontese Augusto Bianco con l’iris “Vento di Maggio”. 

1' Classificato - Vento di Maggio

La Signora Romoli, curatrice e responsabile del concorso da oltre vent’anni, nonchè unica donna italiana che ad oggi ha vinto il Fiorino d’oro per una delle sue ibridazioni, ci ha svelato con una non comune passione tutti gli aspetti del “dietro le quinte” della competizione.

 

Ogni anno viene selezionato un ventaglio di ibridatori sulla base della qualità delle rispettive produzioni. Ognuno di questi ha la possibilità di inviare a Firenze sino a sei varietà differenti per un totale di due rizomi per ciascuna. Entro la seconda settimana di ottobre si provvede alla loro messa a dimora e, dopo tre anni di attente cure manutentive, saranno ammessi alla competizione. In origine erano previste sei differenti classi di concorso, oggi ne rimangono soltanto due: le Barbate Alte e quelle da Bordura.

 

Tutto si svolge nel massimo anonimato al fine di evitare qualsiasi possibile favoritismo. Ciascun ibridatore accompagna ai rizomi una busta sigillata contenente i suoi dati e quelli della pianta. Tale busta, marcata esternamente da un codice numerico riportato sulla palettina di riconoscimento, viene inserita in una seconda busta e messa sottochiave in quella “scatola delle meraviglie” che i giudici stranieri chiamano per l’appunto “The Magic Box”. Soltanto dopo che la giuria avrà annunciato il vincitore si potranno aprire le buste scoprendo così il nome della varietà selezionata e del suo ibridatore.

 

L’ardua decisione è affidata a una commissione internazionale che quest’anno era composta da cinque grandi esperti del settore tra cui anche due italiani. I giudici studiano ogni singola varietà sulla base di una rigorosa scheda di valutazione che contempla l’aspetto di insieme, la “Plant Performace”, il portamento, le ramificazioni, la resistenza e la floribundità. Il fiore viene invece giudicato sulla base di forma, colore, consistenza e profumo.

 

Il compito non è sicuramente dei più semplici date l’unicità e la bellezza che rendono ciascun esemplare un unicuum meraviglioso. Proprio per definire un modo di operare oggettivo e comune, in passato erano previsti corsi specialistici per giudici di gara che presupponevano una profonda conoscenza della materia.

 

La graduatoria finale è stabilita sulla base di punteggi numerici attribuiti alle singole voci. Ai vincitori saranno assegnati alcuni premi speciali tra cui il già citato Fiorino d'oro, importante riconoscimento che spetta al primo classificato. Un altro riconoscimento importante è quello offerto dal Comune di Firenze e assegnato alla varietà di colore rosso che più si avvicina a quello dell'Iris raffigurata sul gonfalone cittadino.

 

La bellezza del giardino è tale che passeggiare per i suoi vialetti costituisce un piacere indescrivibile a parole. Nonostante questo, le particolari congiunture economiche che caratterizzano l’attuale periodo storico mettono a dura prova la sua sopravvivenza. Molti volontari sono costantemente impegnati in opere di manutenzione ma tutto questo non è sempre sufficiente per garantire un futuro a questo straordinario museo all’aperto, per giunta vincolato. E' quindi fondamentale che tutti, istituzioni pubbliche soprattutto, si diano da fare per sostenere le attività del Giardino. Nei giorni di apertura al pubblico è possibile fare un’offerta o acquistare giovani piante provenienti dalla divisione dei rizomi degli esemplari coltivati. Per tutto il resto dell’anno è invece possibile iscriversi alla Società Italiana dell’Iris. Per maggiori informazioni: www.irisfirenze.it

(Testo e fotografie © Daniele Angelotti)