La Certosa di Bologna, con gli occhi di Dickens

 

Bologna, a lungo considerata come seconda città per importanza dello stato pontificio, cambia il suo assetto urbanistico in seguito all’arrivo delle truppe napoleoniche nel giugno del 1796, viene così costruito il cimitero fuori dalle mura, presso l'ex convento dei certosini, nel 1801 nasce la Certosa di Bologna.

La certosa di Bologna fu visitata dall'Autore nel novembre del 1844, con meta il caposanto.

A tutt'oggi la nostra cultura ritiene i cimiteri luoghi sacri ma lontani dall'essere vivente; mentre non lo erano per autori come lo stesso Dickens, che non fu l'unico a parlare della Certosa, anche Stendhal (1818), Louis Simond (1818), lord Byron (1819), Jules Janin(1838), Francois-René Chateaubriand.

La visita ai cimiteri era considerata consona e non inusuale in quanto si era in pieno periodo romantico.


"La mattina del giorno seguente, che era domenica, mi trovai nel simpatico Cimitero di Bologna, tra le maestose tombee i marmorei colonnati, in compagnia di una brigatella di contadini, e guidati da un Cicerone bolognese,un piccolino, tenero oltre ogni credere dell'onere della sua città e attentissimo a distoglierela mia attenzione dai monumenti meno belli, mentre non rifiniva mai di magnificarmi quei più belli. Come ho detto, era un omettino, ma d'un umore giovanile e amabile, con due occhi e dei denti così lucenti,che nella sua faccia non mi pareva di veder altro che occhi e denti. C'era lì nel cimitero, dove il mio piccolo cicerone aveva sepolto i suoi figlioletti, un impiegato addetto al cimitero stesso, in brillantissima uniforme.Il piccole cicerone mi sussurrò all'orecchio che se io avessi regalato un paio di paioli (circa dieci pence) a codesto funzionario come gratificazione pei di lui servizi, egli non se ne sarebbe offeso....Non era né sciamannato, né insolente, né rozzo, né ignorante. Parlava il suo dialetto con grande proprietà, e sembrava che considerasse sé stesso come una specie di maestro dei visitatori, a cui incombesse il carico di mantenere il rispetto fra di loro e verso la sua propria persona."

 

"Dickens a Bologna e una memorabile visita alla Certosa di Bologna" R.Martorelli e V.Roncuzzi, ed.Minerva, 2012

 

Un autore ma prima di tutto un uomo, illustre, che di passaggio per le nostre terre ha voluto visitare la nostra Certosa. 


I cimiteri nella storia dell'uomo sono stati culturalmente percepiti in maniera differente. Gli egizi davano una tale importanza alla morte da costruire piramidi, che riflettevano nella morte l'importanza dell'individuo, le necropoli (dal greco nekros, morto e polis, città) dove le tombe molte volte venivano disposte basandosi su modelli urbanistici.

 

Ai giorni d'oggi le differenze sono evidenti, in Italia sono luoghi chiusi, freddi con un silenzio irreale, in inghilterra sono veri e propri giardini, a Londra c'è Il Cimitero di Highgate, iscritto dall'English Heritage nel Registro dei Parchi e Giardini di speciale interesse storico

 

 

In scandinavia sono parchi, come quello di Stoccolma, lo Skogskyrkogården ovvero il cimitero nel bosco. 

 

Luoghi dove da soli, non ci si sente soli, ma ci si riavvicina ai propri amati, dove gli individui non sono più numeri, ma volti, spazi, dove la luce filtra tra i rami e il vento accarezza le foglie, dove l'umano è accolto non terrorizzato.


Per conoscere e osservare con occhi diversi la Certosa di Bologna ci si può recare alla mostra a Palazzo d'Accursio, oppure grazie alle visite guidate ci si può recare direttamente alla Certosa.

 

(©R.R.)