Nel cuore di Milano una domenica in giardino tra agrumi da scoprire

Un palazzo di città celato nelle forme di una villa di campagna, è questa forse la prima sensazione provata da un visitatore che, a due passi dalla trafficata Piazza San Babila di Milano, varca il cancello di Villa Necchi Campiglio. Le chiome di grandi alberi nascondono dall’esterno la vista del complesso progettato negli anni ’30 del ‘900 dall’architetto Piero Portaluppi in un’area in cui i giardini che un tempo ornavano i palazzi dell’aristocrazia milanese dovettero cedere il passo alla lottizzazione urbana. A commissionargli la costruzione fu Angelo Campiglio insieme a sua moglie, Gigina Necchi. e alla cognata, Nedda. Conosciuti per il successo delle loro macchine da cucire, i Necchi Campiglio furono tra i più importanti esponenti della colta e ricca borghesia dell’epoca e resero la villa un rinomato centro mondano.

L’edificio è un capolavoro dell’architettura razionalista e, a distanza di ottant’anni, continua a sorprendere per le modernissime soluzioni tecnologiche inserite al fine di rendere il più confortevole possibile la vita dei suoi ospiti tanto all’interno quanto nel giardino. Qui per esempio, insieme al campo da tennis, fu collocata la grande piscina riscaldata che permetteva di nuotare all’aperto anche in pieno autunno.

 

Tra piante da ombra e fioriture stagionali in un connubio perfetto tra forme, colori e materiali si legge ancora il disegno originario della composizione, concepita come proseguimento della casa all’esterno.

Nel 2001, anno in cui morì Gigina, l’ultima proprietaria, la villa fu trasformata in casa-museo dal FAI - Fondo Ambiente Italiano che da allora si impegna per conservarla e mantenerla viva con vari appuntamenti.

 

Si segnala tra questi la curiosa mostra mercato “Agru-Mi. Un mondo di agrumi”. Domenica 17 febbraio i visitatori avranno l’opportunità di riscoprire in città i profumi e i segreti di questi meravigliosi frutti, protagonisti spesso indiscussi della storia dei giardini lungo tutta la penisola.

 

Tra laboratori e presentazioni inedite di profumi, non mancheranno momenti per specialisti del settore e appassionati dedicati a specifici approfondimenti tematici.

 

Il vivaista monzese Davide Chiaravalli e il suo collaboratore Diego Pessina esporranno gli esemplari più belli della loro collezione di agrumi, un unicum per la Brianza. Varietà rare, limoni, cedrati e aranci sono oggi coltivati in vaso a scopo ornamentale e trascinano con sé una storia lunga secoli che contribuisce senza ombra di dubbio ad aumentarne il fascino travolgente.

 

Alle 14.30 sarà il momento della conferenza di Giuseppe Barbera, professore di Colture Arboree all’Università di Palermo, che approfondirà gli aspetti principali della coltivazione degli agrumi. Ad accompagnarlo ci sarà Alberta Cazzani, professoressa al Politecnico di Milano specializzata in tutela e conservazione del paesaggio che si soffermerà invece sui giardini-serra e sulle limonaie del Garda.

 

Durante la manifestazione sarà inoltre possibile visitare la villa al cui interno verrà esposta una collezione privata di pregevoli incisioni del mercante e botanico tedesco Johann Christoph Volkamer (1644-1720) raffiguranti fiori, foglie e frutti di agrumi abbinati a suggestive immagini di ville e giardini d'epoca.

 

Un incontro quindi a cavallo tra botanica, arte, natura e cultura che si ripropone di guidare il visitatore in un percorso di conoscenza attraverso le numerose sfaccettature di un mondo assolutamente da ri-scoprire.

 

Per maggiori informazioni:

www.fondoambiente.it - fainecchi@fondoambiente.it

Villa Necchi Campiglio, Via Mozart, 14 (Milano) - tel. 02.76340121

 

(© Daniele Angelotti)

 

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