2013.02.25: Il Giardino Torrigiani: un caso fiorentino tra storia e innovazione

Alcune città riservano al visitatore sorprese inaspettate: cortili e giardini segreti chiusi dietro a eleganti palazzi difficili da immaginare se non si riuscisse talvolta a sbirciare attraverso portoni e cancelli lasciati aperti per un momento. Firenze è così. Si può camminare per ore attraversando strade e piazze senza scorgere un albero eppure, se vista dall’alto, permette di godere di una fitta rete di smeraldi che permea l’intero centro storico.

 

Poco distante da Palazzo Pitti si trova il Giardino Torrigiani, tra i più intriganti della città. Una delle strade che lo delimitano, via del Campuccio, rievoca le antiche origini del luogo: una fascia verde a cavallo delle due antiche cerchie murarie destinata un tempo a campi coltivati, orti e frutteti.

 

Le origini risalgono al XIX secolo: estintasi la linea diretta del casato, l’intera proprietà del cardinale Ludovico Maria Torrigiani passò al pronipote, Pietro Guadagni, che, assunto il cognome dello zio, acquistò i terreni del “Campuccio” per farvi un elegante parco romantico. 

Il progetto fu affidato a Luigi de Cambray Digny e, in un secondo momento, al giovane Gaetano Baccani: un percorso dal carattere massonico ed esoterico si snoda tra padiglioni, sculture e vialetti. L’icona del giardino è forse la torre da cui si gode di un magnifico panorama.

Una “Guida ad uso dei visitatori” ottocentesca permetteva di orientarsi nel giardino fornendo le chiavi di lettura necessarie per decodificare i numerosi riferimenti che continuano a stupire gli ospiti.

L’inverno è una delle stagioni più suggestive per esplorare un giardino all’inglese: la foschia, il colore scuro della terra e il profumo del muschio che riveste le pietre permettono al visitatore di fondersi nella natura meditativa del luogo e nella sua poesia. L’assenza delle foglie mostra la bellezza dell’intreccio dei rami e porta a provare un qualcosa di sublime.

In origine il parco era popolato da animali selvatici che ne accentuavano il carattere naturale. Un elegante cervo nascosto tra lecci centenari mantiene viva quest’antica memoria lasciando immaginare battute di caccia e galoppate a cavallo evocative di altri tempi e altre vite.

Su appuntamento è possibile visitare il giardino in compagnia degli stessi proprietari. Si scopre così un’anima familiare legata a storie di giochi di infanzia, aneddoti e curiosità di cui probabilmente non vi è traccia altrove.

 

Interessante è la storia del grande Ginkgo biloba situato sul retro del palazzo che, durante la Seconda Guerra Mondiale, salvò l’edificio dalla distruzione frenando con la chioma i bombardamenti del fuoco avversario.

(Vieri Torrigiani Malaspina ai piedi del Ginkgo biloba)

Alle numerose curiosità si legano alcuni importanti primati: con i suoi sette ettari il Giardino Torrigiani è censito come il più grande parco d’Europa situato all’interno di antiche cerchie murarie. Inoltre proprio qui, nel 1718, Antonio Micheli fondò la Società Botanica Fiorentina, la più antica d’Europa. Nel 1888 da questa si originò la Società Botanica Italiana.

 

La serie di primati è lunga e non si è mai interrotta: oggi il giardino costituisce un unicum in quanto a innovazione tecnologica. La copertura delle antiche serre è stata recentemente trasformata in un enorme pannello solare che contribuisce al fabbisogno energetico della struttura. Si tratta del primo caso di impiego su ampie superfici di una tale tecnologia all’interno del centro storico di Firenze.

Le sorprese non finiscono: negli anni ’70 fu fondata l’azienda florovivaistica “Giardino Torrigiani”, nota per gli addobbi che impreziosiscono prestigiosi appuntamenti fiorentini quali sfilate, prime teatrali o inaugurazioni. Firmate Torrigiani sono per esempio anche le decorazioni natalizie che, durante le feste, ornano le vie del centro ispirandosi alla tradizione toscana dell’Ars topiaria.

 

Gli attuali proprietari hanno sentito l’esigenza di affiancare all’azienda attività per promuovere una più consapevole cultura del verde e, per questo motivo, alcune strutture sono state predisposte per ospitare corsi di orticoltura ed eventi. Interessante è l’orto didattico dove, tra ortaggi e officinali, i visitatori e gli alunni delle scuole possono riscoprire il contatto diretto con la terra e i suoi prodotti.

Il Giardino Torrigiani si presenta quindi come un luogo antico ma che, forse più di ogni altro in città, mostra una costante e felice evoluzione nel tempo. Non resta dunque che venire a scoprirlo di persona.

(© Daniele Angelotti)

Commenti: 1

  • loading
  • #1

    letiziarucellai (lunedì, 11 marzo 2013 19:57)

    verrò senz'altro al mio prossimo"giro"Fiorentino!!!